Di Redazione Last Followed · Pubblicato l'8 ottobre 2026 · Aggiornato l'8 ottobre 2026 · Lettura: 8 min

Nel 2026, oltre un miliardo di account Instagram sono impostati come pubblici. Chiunque abbia una connessione a internet può vederne il profilo, la lista dei seguiti e le pubblicazioni. La domanda che molti si pongono è concreta: significa che questi dati sono liberamente utilizzabili? Il Regolamento generale sulla protezione dei dati si applica anche a chi consulta profili che l'utente ha reso visibili a tutti?
La risposta è sì. I dati di un profilo Instagram pubblico restano dati personali anche quando chiunque può vederli. La scelta di rendere pubblico un account non elimina la tutela del GDPR: crea, invece, una base giuridica per certi utilizzi legittimi e pone limiti precisi ad altri. Il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha già adottato provvedimenti contro operatori che raccoglievano dati di profili Instagram su larga scala senza una giustificazione legale adeguata.
Per la stragrande maggioranza degli utenti che consultano occasionalmente un profilo pubblico, verificano l'identità di un potenziale partner o analizzano i seguiti recenti di un account, il GDPR non rappresenta un ostacolo. Rappresenta la cornice che rende queste attività legittime. Meta stessa rimuove oltre 690 milioni di account falsi ogni trimestre secondo il suo Transparency Report: in questo contesto, verificare l'autenticità di un profilo prima di fidarsi è un interesse individuale riconoscibile, non un eccesso. Ciò che il GDPR vieta non è la consultazione individuale, ma la raccolta industriale, il riutilizzo commerciale senza consenso e l'uso che lede i diritti fondamentali di una persona.
Punti chiave
- I dati di un account Instagram pubblico sono dati personali ai sensi del GDPR, anche quando sono accessibili a tutti.
- L'articolo 6(1)(f) del GDPR autorizza il trattamento basato sull'interesse legittimo per finalità personali ragionevoli e proporzionate.
- Il Garante Privacy italiano ha sanzionato lo scraping sistematico di profili social senza base giuridica: accessibile non equivale a liberamente riutilizzabile su larga scala.
- I Termini di Servizio di Meta non hanno forza di legge europea: possono limitare l'accesso alla piattaforma, ma non possono derogare ai diritti garantiti dal GDPR.
- L'unico rischio concreto per gli utenti deriva dagli strumenti che richiedono la password Instagram. Quelli basati esclusivamente su dati pubblici non generano notifiche e, per uso personale ordinario, non violano il GDPR.
Il GDPR si applica davvero ai dati pubblici di Instagram?
Sì. Un profilo Instagram con nome utente, foto, lista dei seguiti e pubblicazioni costituisce un insieme di informazioni che permettono di identificare una persona fisica. Questa è la definizione esatta di dato personale ai sensi dell'articolo 4(1) del GDPR. La pubblicità del profilo non modifica questa qualificazione.
Il Regolamento UE 2016/679, applicabile in Italia dal 25 maggio 2018, si applica a qualsiasi trattamento di dati personali effettuato da soggetti stabiliti nell'Unione Europea o che offrano servizi a persone nell'UE. Si applica quindi a Meta. Si applica alle società europee che sviluppano strumenti di analisi di profili Instagram. Si applica anche agli utenti in determinati casi, ma solo quando il trattamento esula dall'attività "a carattere esclusivamente personale o domestico" prevista dall'articolo 2(2)(c).
Questa esenzione è fondamentale per capire cosa può fare un singolo utente. Consultare il profilo Instagram pubblico di qualcuno per una ragione personale, ad esempio verificarne l'identità prima di un appuntamento, rientra generalmente nell'eccezione per uso personale. Costruire un database, aggregare cronologie di comportamento o vendere analisi su profili raccolti sistematicamente non vi rientra. Il confine non è lo strumento usato: è la scala, la finalità e l'impatto sui diritti della persona interessata.
Nota di citazione: Il GDPR (Regolamento UE 2016/679) definisce dato personale come "qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile" (Art. 4(1)). L'esenzione per uso personale è stabilita dall'Art. 2(2)(c). Fonte: EUR-Lex, Regolamento UE 2016/679 in italiano.
Cosa significa "dato personale" quando si parla di profili Instagram pubblici?
Il nome utente, la foto del profilo, la bio, l'elenco dei seguiti, le pubblicazioni e i commenti pubblici sono tutti dati personali. Un nome utente apparentemente anonimo come "runner_milano_2026" può essere sufficiente a identificare una persona se associato ad altre informazioni visibili nello stesso profilo. Il GDPR non richiede che il dato consenta l'identificazione da solo: è sufficiente che consenta l'identificazione in combinazione con altri dati.
Una parte minore dei contenuti esposti sui profili pubblici può rientrare nelle categorie speciali dell'articolo 9 del GDPR, che richiedono una tutela rafforzata. Se il contenuto di un profilo rivela esplicitamente opinioni politiche, orientamento sessuale o condizioni di salute, quel dato è soggetto a protezione più elevata. La maggior parte dei profili Instagram pubblici, però, non espone dati dell'articolo 9 in modo diretto: espone contenuti visivi, geolocalizzazioni e interazioni sociali, che rientrano nella protezione standard dell'articolo 6.
La giurisprudenza europea ha chiarito che anche una fotografia di una persona in un luogo pubblico è un dato personale se la persona è identificabile. Questo principio si trasferisce ai profili Instagram: qualsiasi utilizzo sistematico di foto di profilo, localizzazioni o pattern di comportamento di un utente pubblico deve avere una base giuridica GDPR, anche se quell'utente ha scelto di rendere pubblico il proprio account.
Nota di citazione: L'articolo 9 del GDPR elenca le categorie speciali di dati (orientamento sessuale, convinzioni politiche, dati sulla salute) che richiedono il consenso esplicito o altra base qualificata per il trattamento. L'articolo 4(1) definisce dato personale. Fonte: GDPR-info.eu, Art. 6 GDPR.
L'articolo 6 del GDPR: qual è la base giuridica per consultare dati pubblici di Instagram?
Il GDPR richiede che qualsiasi trattamento di dati personali si fondi su almeno una delle sei basi giuridiche dell'articolo 6. Per la consultazione di profili Instagram pubblici per finalità personali, la base applicabile è l'interesse legittimo previsto dall'Art. 6(1)(f).
L'interesse legittimo consente il trattamento quando il titolare persegue un interesse reale e tale interesse non prevale sui diritti e sulle libertà fondamentali della persona interessata. Il Considerando 47 del GDPR esemplifica la prevenzione delle frodi come caso tipico di interesse legittimo. La verifica dell'identità di un interlocutore, la tutela dai tentativi di catfishing e la valutazione della reputazione pubblica di un potenziale partner integrano interessi di intensità comparabile o superiore, secondo gli esperti di diritto della privacy europei.
Per fondare un trattamento sull'Art. 6(1)(f), la dottrina e le autorità di protezione dei dati europee richiedono un test di bilanciamento in tre fasi. Prima: il titolare deve avere un interesse legittimo effettivo e articolato. Seconda: il trattamento deve essere necessario per perseguirlo, non solo comodo. Terza: i diritti della persona interessata non devono prevalere su quell'interesse. Per un utilizzo personale e non sistematico di dati Instagram pubblici, questo test è generalmente superato. Non lo è per la raccolta automatizzata e massiva, che aggiunge una finalità commerciale senza che l'utente interessato possa aspettarsela ragionevolmente.
Nota di citazione: Il Considerando 47 del GDPR include esplicitamente la prevenzione delle frodi tra gli esempi di interesse legittimo. Il test di bilanciamento a tre fasi è lo strumento metodologico indicato dall'EDPB per valutare la legittimità del trattamento. Fonte: GDPR-info.eu, Recital 47; EDPB, Guidelines on legitimate interests.
Cosa ha stabilito il Garante italiano sui dati dei social network?
Il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha adottato una posizione chiara. I dati pubblicati sui social network restano dati personali soggetti al GDPR anche quando sono tecnicamente accessibili a chiunque. La distinzione elaborata dal Garante è tra accessibilità e riutilizzabilità: il fatto che un dato sia accessibile online non autorizza automaticamente la sua raccolta, aggregazione o riutilizzo per finalità diverse da quelle per cui l'utente l'ha pubblicato.
A febbraio 2026, il Garante ha confermato le proprie linee di indirizzo con una comunicazione rivolta a diversi operatori che raccoglievano dati pubblici da social network italiani per addestrare sistemi di intelligenza artificiale, imponendo la sospensione del trattamento in assenza di una base giuridica verificabile e di meccanismi di opt-out accessibili. Questo orientamento fa seguito agli interventi europei coordinati dall'EDPB nel 2023 e 2024 sul web scraping. Il Garante italiano ha partecipato attivamente a entrambi i cicli di enforcement.
La distinzione tra scala individuale e scala industriale è concretamente applicata: un utente che consulta manualmente la cronologia dei seguiti di un account pubblico prima di un primo appuntamento non è oggetto dell'attenzione del Garante. Un operatore che raccoglie profili in modo automatizzato, li archivia e li rivende è esattamente il tipo di soggetto contro cui il Garante ha già agito. Per capire come verificare un account pubblico in modo pratico e anonimo, la guida su come verificare se un account Instagram è reale fornisce i passaggi concreti.
Nota di citazione: Il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha pubblicato una comunicazione urgente a diversi operatori che effettuavano web scraping di dati pubblici per sistemi di intelligenza artificiale, richiedendo la sospensione del trattamento. Fonte: Garante Privacy, Provvedimento su web scraping e AI; Garante Privacy, sito ufficiale.
I Termini di Servizio di Meta possono sostituire il GDPR?
No. I Termini di Servizio di Meta e la Politica della piattaforma sono contratti privati tra Meta e i propri utenti o sviluppatori. Non hanno forza di legge nel senso che non possono restringere i diritti garantiti dal GDPR, né ampliare le limitazioni di accesso al di là di ciò che il diritto europeo consente.
Meta può certamente bloccare o sospendere account che violano le proprie politiche tecniche. Può avviare azioni civili contro operatori che effettuano scraping su larga scala, come ha fatto in procedimenti sia negli Stati Uniti sia in Europa. Non può, però, dichiarare illegale nei confronti degli utenti finali un'attività che il GDPR considera lecita.
Il caso hiQ Labs v. LinkedIn, deciso dal Nono Circuito della Corte d'Appello degli Stati Uniti nel 2022, ha stabilito che l'accesso a dati pubblici di un social network non costituisce accesso non autorizzato ai sensi del Computer Fraud and Abuse Act americano, anche quando il social network aveva espresso il proprio dissenso tramite una diffida formale. Questo principio di tutela dell'accesso all'informazione pubblica è coerente con la logica del GDPR riguardo ai dati resi volontariamente accessibili dall'interessato. Il precedente è analizzato in dettaglio nella guida su sicurezza e legalità nel tracciamento di Instagram. Per consultare i seguiti recenti di un account pubblico in modo anonimo, puoi usare Last Followed senza inserire la tua password.
Nota di citazione: La sentenza hiQ Labs v. LinkedIn (9th Cir. 2022) ha stabilito che l'accesso ai dati pubblici non integra una violazione del Computer Fraud and Abuse Act. La Meta Platform Policy definisce le condizioni d'uso per gli sviluppatori, non per gli utenti finali. Fonte: hiQ Labs, Inc. v. LinkedIn Corp., 9th Cir. 2022.
Quando il trattamento di dati Instagram supera i limiti consentiti
Esistono quattro scenari in cui la consultazione di dati Instagram pubblici cessa di essere lecita ai sensi del GDPR. Conoscerli è utile non per creare ansia, ma per orientarsi con precisione.
Il primo scenario è la raccolta automatizzata su larga scala senza base giuridica documentata. Chi costruisce un crawler che scarica migliaia di profili al giorno, anche tutti pubblici, non può invocare l'interesse legittimo individuale: deve identificare una base giuridica alternativa e spesso non ne ha una.
Il secondo scenario è il riutilizzo commerciale dei dati senza consenso. Vendere analisi comportamentali ricavate da profili Instagram pubblici a terzi senza informare le persone coinvolte non è coperto dall'interesse legittimo previsto dall'Art. 6(1)(f).
Il terzo scenario è la profilazione che lede la dignità o la riservatezza. Costruire un profilo psicologico dettagliato di una persona a partire dalla cronologia dei suoi seguiti e usarlo per condizionarne le scelte o per ricattarla supera ogni possibile bilanciamento di interessi.
Il quarto scenario è l'uso del tracciamento come strumento di molestia. Il Codice Privacy italiano prevede sanzioni specifiche per chi usa dati personali in modo lesivo. La finalità di sorveglianza sistematica di una persona senza suo consenso non supera il test di bilanciamento dell'Art. 6(1)(f) in nessuna circostanza.
Verificare i seguiti recenti di un account pubblico prima di un appuntamento, o analizzare la lista dei seguiti di un influencer prima di una collaborazione, è distante da tutti e quattro questi scenari. La checklist per valutare la sicurezza degli strumenti di tracciamento è disponibile nella guida su visori Instagram anonimi: sono sicuri?.
Nota di citazione: La Meta Privacy Policy descrive come Meta tratta i dati degli utenti. Il Meta Transparency Report documenta le azioni di enforcement di Meta, incluse le 690+ milioni di rimozioni di account falsi per trimestre. Entrambi i documenti confermano che l'ecosistema dei dati pubblici di Instagram è già soggetto a regole multiple e sovrapposte.
Gli strumenti di terzi per visualizzare Instagram sono conformi al GDPR?
Dipende dall'architettura e dalla finalità. Uno strumento che visualizza dati pubblici di Instagram senza richiedere la password dell'utente, che non costruisce database permanenti di profili aggregati e che opera per consentire a singoli utenti di consultare informazioni già pubblicamente accessibili si colloca su una base giuridica più solida rispetto a uno strumento che archivia cronologie di comportamento, costruisce profili aggregati o rivende dati.
La verifica dell'identità di un account Instagram attraverso uno strumento di terzi per finalità personali rientra generalmente nell'interesse legittimo dell'utente. Lo strumento stesso, se non conserva dati a lungo termine e non li aggrega per finalità commerciali, può invocare la medesima base giuridica con ragionevole fondamento. Queste distinzioni sono al centro di molte valutazioni di conformità che il Garante e le altre autorità di protezione dei dati europee conducono nei confronti delle piattaforme di analisi dei social network.
Tre domande pratiche bastano per una prima valutazione: lo strumento richiede la tua password Instagram? No: base giuridica solida. Costruisce un profilo permanente sull'account che hai cercato? No: nessun problema. Ti chiede di cedere i tuoi dati personali per usarlo? No: un ulteriore segnale positivo. Per un'analisi pratica degli strumenti disponibili, la guida su strumenti per vedere Instagram nel 2026 include una valutazione aggiornata. Per vedere chi qualcuno ha seguito di recente senza creare un account, la guida su come vedere chi qualcuno ha seguito di recente descrive il metodo passo per passo. Puoi anche provare Last Followed direttamente: non richiede la tua password e non costruisce profili aggregati.
Nota di citazione: Il Codice del Consumatore italiano e il D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) integrano il GDPR con disposizioni nazionali specifiche. La versione aggiornata del Codice Privacy italiano è disponibile su Normattiva.
Domande frequenti
Il GDPR si applica a me se consulto solo il profilo di qualcuno su Instagram? Non direttamente. L'articolo 2(2)(c) del GDPR esclude il trattamento effettuato da persone fisiche nell'ambito di attività a carattere esclusivamente personale o domestico. Consultare manualmente il profilo di qualcuno per una ragione personale rientra in questa eccezione. Raccogliere profili sistematicamente non vi rientra.
Posso essere sanzionato dal Garante per aver usato uno strumento di terzi per vedere i seguiti recenti di un account pubblico? In linea generale no, se lo strumento si basa su dati pubblicamente accessibili e non richiede la tua password Instagram. Il Garante interviene contro gli operatori commerciali che raccolgono dati su larga scala, non contro gli utenti finali che fanno un uso personale di strumenti legittimi.
Instagram può sapere che ho consultato i seguiti di qualcuno tramite uno strumento di terzi? Gli strumenti che accedono a dati pubblici senza autenticazione non lasciano tracce riconducibili al tuo account Instagram. Non riceverai notifiche e l'account che hai consultato non verrà informato della consultazione.
Se un profilo Instagram è pubblico, posso usare quei dati per qualsiasi scopo? No. Accessibilità non equivale a riutilizzabilità senza limiti. Puoi consultare i dati per finalità personali ragionevoli. Non puoi raccoglierli sistematicamente, venderli o usarli per scopi che ledono i diritti di una persona. Il GDPR distingue la consultazione individuale dall'elaborazione su scala industriale.
Come posso sapere se lo strumento che uso per visualizzare Instagram rispetta il GDPR? Controlla se ha una privacy policy visibile, se non richiede la tua password Instagram, se dichiara la propria base giuridica e se non ti chiede di cedere dati personali in cambio del servizio. La checklist completa in otto punti è in visori Instagram anonimi: sono sicuri?.
Cosa rischio se uso strumenti di Instagram per raccogliere dati sulle persone in modo sistematico? Se si tratta di uso esclusivamente personale e non sistematico, il rischio è minimo e il GDPR prevede un'esenzione esplicita. Se costruisci un database o usi i dati per scopi commerciali o per molestare qualcuno, rischi sanzioni amministrative fino al 4% del fatturato globale annuo per le imprese e, in certi casi, sanzioni penali ai sensi del Codice Privacy italiano (D.Lgs. 196/2003 e modifiche successive).
Il Garante italiano ha già sanzionato aziende per raccolta di dati Instagram pubblici? Sì. Il Garante ha adottato provvedimenti urgenti nei confronti di operatori che raccoglievano dati pubblici da social network, incluso Instagram, per addestrare sistemi di intelligenza artificiale senza una base giuridica adeguata. Questi interventi dimostrano che la raccolta sistematica di dati pubblici è monitorata attivamente, anche quando l'accesso ai singoli profili sarebbe lecito per un utente individuale.
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